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Chi può andare in pensione con Quota 97,6?

Quota 97,6 è una particolare forma di anticipo pensionistico destinata a specifiche categorie di lavoratori impiegati in mansioni particolarmente faticose che, per questo motivo, hanno diritto a ritirarsi prima degli altri.

In questo articolo analizzeremo innanzitutto il funzionamento di questa misura e la circolare INPS che ne ha delineato i criteri, a partire dai requisiti richiesti. Successivamente, esamineremo altre forme di pensionamento anticipato con quote più elevate, rivolte ai lavoratori notturni, la cui attività è considerata gravosa a causa dell’alterazione del normale ritmo sonno-veglia.

Infine, illustreremo modalità e tempistiche per accedere a Quota 97,6, sottolineando l’importanza di muoversi rapidamente, poiché i termini per la presentazione della documentazione sono piuttosto ristretti.

Quota 97,6: pensione anticipata per chi fa lavori usuranti

Con il messaggio n. 801/2025, l’INPS ha fornito importanti indicazioni per i lavoratori impiegati in attività usuranti, confermando la possibilità di accedere al pensionamento anticipato a condizioni agevolate. Questa misura riconosce il maggiore logorio psicofisico a cui sono sottoposti questi soggetti, permettendo loro di lasciare il lavoro prima rispetto alle normali condizioni.

Per poter usufruire di tale forma di pensionamento anticipato, è necessario maturare due requisiti fondamentali tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026:

  • avere almeno 35 anni di contributi, condizione essenziale per accedere alla pensione di anzianità;
  • raggiungere una specifica età minima, che varia a seconda della tipologia di lavoratore:
    • per i lavoratori dipendenti, l’età minima è di 61 anni e 7 mesi, con il raggiungimento di quota 97,6 (somma di età e anni di contribuzione);
    • per i lavoratori autonomi, l’età minima sale a 62 anni e 7 mesi, con il raggiungimento di quota 98,6.

Categorie di lavoratori beneficiari

Le categorie di lavoratori che possono accedere a questa misura includono:

  • lavoratori impiegati in attività particolarmente usuranti, come stabilito dalla normativa vigente;
  • operai su linea di produzione a catena, coinvolti in processi industriali caratterizzati da ritmi elevati e compiti ripetitivi;
  • autisti di mezzi pubblici per il trasporto collettivo, soggetti a elevata responsabilità e stress lavorativo;
  • turnisti notturni, per i quali il diritto varia in base al numero di notti lavorate nell’arco dell’anno.

Mansioni considerate usuranti

Secondo la normativa, rientrano tra i lavori usuranti le seguenti mansioni:

  • lavori in galleria, cava o miniera, svolti in ambienti sotterranei;
  • lavori nelle cave, eseguiti dagli addetti all’estrazione di materiali lapidei e ornamentali;
  • lavori nelle gallerie, affidati agli operatori impegnati nel fronte di avanzamento;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • attività svolte dai palombari;
  • lavori ad alte temperature, dove non è possibile adottare misure di protezione adeguate (ad esempio, fonderie di seconda fusione non comandate a distanza, refrattaristi, addetti alla colata manuale);
  • lavorazione del vetro cavo, con specifico riferimento ai soffiatori nell’industria del vetro cavo realizzato a mano e a soffio;
  • lavori in spazi ristretti, tipici della costruzione, riparazione e manutenzione navale, che si svolgono in ambienti angusti come intercapedini, pozzetti, doppi fondi di bordo o grandi blocchi strutturali;
  • lavori di asportazione dell’amianto.

Il riferimento normativo è il Decreto interministeriale del 20 settembre 2011.

Pensione anticipata per lavoratori notturni

I lavoratori che svolgono attività in orario notturno possono accedere alla pensione con requisiti agevolati, che variano in base al numero di notti lavorate nell’arco dell’anno e alla categoria professionale di appartenenza.

Questo sistema, infatti, riconosce l’impatto del lavoro notturno sulla salute e sulla qualità della vita, prevedendo soglie differenziate che consentono un accesso anticipato alla pensione rispetto ai lavoratori con mansioni simili ma svolte in orario diurno.

Per essere considerati lavoratori notturni a tempo pieno, è necessario aver svolto turni notturni per almeno 78 notti all’anno o per l’intero anno solare. In questo caso, si applicano gli stessi requisiti previsti per i lavori usuranti, ovvero:

  • quota 97,6 per i lavoratori dipendenti;
  • quota 98,6 per i lavoratori autonomi.

Per chi ha lavorato tra 72 e 77 notti annue, i requisiti pensionistici cambiano:

  • lavoratori dipendenti: almeno 62 anni e 7 mesi di età e raggiungimento di quota 98,6 (somma di età anagrafica e anni di contribuzione);
  • lavoratori autonomi: almeno 63 anni e 7 mesi di età, con il raggiungimento di quota 99,6.

Per chi ha svolto un numero inferiore di turni notturni, ossia tra 64 e 71 notti all’anno, i requisiti si alzano ulteriormente:

  • lavoratori dipendenti: almeno 63 anni e 7 mesi di età, con quota 99,6;
  • lavoratori autonomi: almeno 64 anni e 7 mesi di età, con quota 100,6.

Come fare domanda per Quota 97,6

Il riconoscimento delle mansioni faticose e pesanti non avviene in modo automatico, ma richiede una procedura specifica volta a certificare l’effettivo svolgimento di attività usuranti, condizione necessaria per poter accedere ai benefici previsti.

L’INPS ha stabilito termini precisi per la presentazione delle richieste: infatti, chi maturerà i requisiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 dovrà inoltrare la domanda entro il 1° maggio 2025. Questa scadenza anticipata consente all’Istituto di gestire le richieste e verificare la reale natura delle mansioni svolte, un passaggio essenziale per l’accesso al pensionamento anticipato.

Come presentare la domanda

La richiesta deve essere inviata esclusivamente online all’INPS, allegando:

Se la documentazione iniziale non è sufficiente a dimostrare la natura usurante del lavoro svolto, è possibile integrare ulteriori prove, purché si riferiscano al periodo di effettivo svolgimento dell’attività.

Conseguenze di una presentazione tardiva

Anche in presenza di tutti i requisiti, un ritardo nella presentazione della domanda comporta il posticipo della pensione.

I rinvii sono proporzionali al ritardo:

  • fino a 1 mese di ritardo: la pensione viene posticipata di 1 mese;
  • tra 1 e 3 mesi di ritardo: il pensionamento slitta di 2 mesi;
  • oltre i 3 mesi di ritardo: la pensione viene differita di 3 mesi.

Esito della domanda: tre possibili risposte dell’INPS

Dopo aver esaminato la richiesta, l’INPS può fornire tre tipi di risposta:

  • accoglimento: l’attività usurante viene riconosciuta e viene indicata la prima data utile per il pensionamento;
  • accertamento con differimento: i requisiti sono confermati, ma l’accesso alla pensione viene rinviato per insufficiente copertura finanziaria;
  • rigetto: la domanda viene respinta perché il lavoratore non soddisfa le condizioni richieste.

Fase successiva: la domanda di pensionamento

Una volta ottenuto il riconoscimento dell’attività usurante, il lavoratore dovrà presentare una seconda domanda, quella per il pensionamento vero e proprio.

In questa fase sarà possibile integrare eventuali documenti mancanti rispetto alla prima richiesta.

Pensione anticipata grazie alla previdenza complementare

Quota 97,6 non è l’unica forma di pensionamento anticipato prevista nel nostro Paese. Tra le opzioni disponibili, particolarmente rilevante è quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, che prevede la possibilità di uscire in anticipo dal mondo del lavoro in caso di iscrizione a una forma di previdenza complementare come Fondo Priamo.

Nello specifico, il lavoratore iscritto alla previdenza complementare può cumulare gli importi maturati nel fondo pensione con quelli della previdenza pubblica per accedere alla pensione anticipata, purché sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • 64 anni di età;
  • 25 anni di contributi (che saliranno a 30 nel 2030);
  • un assegno pensionistico pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale, che si riduce a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con almeno due figli.

Per maggiori informazioni su tutte le forme di pensionamento anticipato, invitiamo a leggere l’approfondimento Chi può andare in pensione nel 2025?.

Temi: Pensione

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