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Cosa vuol dire azienda quotata in borsa?

Una società quotata in borsa è un'impresa che ha scelto di rendere disponibile al pubblico una parte del proprio capitale, emettendo azioni negoziabili su un mercato regolamentato, come la Borsa Italiana.

In questo articolo spiegheremo innanzitutto il concetto di quotazione, per poi evidenziare le differenze tra aziende quotate e non quotate, mettendo in luce i motivi che possono spingere un'impresa a compiere questa scelta strategica.

Successivamente, analizzeremo nel dettaglio il processo di quotazione, un percorso complesso che può richiedere diversi mesi prima di essere completato.

Infine, approfondiremo il ruolo dei fondi pensione e il loro investimento nelle società quotate, con un focus sulla diversificazione degli strumenti finanziari utilizzati.

Cosa significa "impresa quotata in borsa"?

La quotazione in borsa segna per un'azienda il passaggio da una dimensione privata, in cui la proprietà è concentrata nelle mani di pochi soggetti (fondatori, familiari o un ristretto gruppo di investitori), a una dimensione pubblica, dove il capitale è distribuito tra un ampio numero di azionisti.

Questo significa che chiunque, nel rispetto delle regole di mercato, può acquistare una piccola parte dell’azienda comprandone le azioni.

Quando un'azienda decide di quotarsi, avvia una "Offerta Pubblica Iniziale" (IPO, dall'inglese Initial Public Offering), attraverso la quale vende una porzione delle proprie azioni agli investitori, siano essi istituzionali (come fondi di investimento o fondi pensione) o privati cittadini.

La Borsa Italiana

In Italia, il principale mercato regolamentato è Borsa Italiana, oggi parte del gruppo Euronext, il più grande mercato finanziario pan-europeo nell’Eurozona. Al suo interno sono quotate aziende di diverse dimensioni e settori, dalle grandi multinazionali alle piccole e medie imprese in crescita.

Le società quotate sono suddivise in segmenti di mercato in base a specifici criteri, tra cui:

  • capitalizzazione, ovvero il valore complessivo delle azioni emesse;
  • settore di attività;
  • requisiti di trasparenza e governance.

Regole e obblighi

Per governance si intende l’insieme di regole, relazioni, strumenti, processi e sistemi che garantiscono la corretta gestione di un’impresa.

Come vedremo, un’azienda quotata è soggetta a stringenti obblighi di trasparenza e deve fornire periodicamente informazioni sulla propria situazione finanziaria, sui risultati economici e sulle strategie aziendali. Questo è necessario per dare agli investitori la possibilità di prendere decisioni consapevoli in merito all’acquisto o alla vendita delle azioni.

Inoltre, le società quotate devono rispettare norme di governance più rigide rispetto a quelle non quotate, come la presenza di amministratori indipendenti nel Consiglio di Amministrazione e l’istituzione di comitati di controllo interno.

Valutazione di mercato

Essere quotati in borsa significa anche essere costantemente valutati dal mercato: il prezzo delle azioni riflette le aspettative degli investitori sul futuro dell’azienda.

Questo meccanismo rappresenta sia un’opportunità che una sfida, poiché da un lato offre un’indicazione immediata del valore percepito dell’impresa, ma dall’altro può generare pressioni per ottenere risultati nel breve termine.

Qual è la differenza tra una società quotata e una non quotata?

Le differenze tra società quotate e non quotate riguardano diversi aspetti fondamentali, che è importante considerare nelle proprie valutazioni di investimento.

Vediamole nel dettaglio.

1. Distribuzione del capitale

Le società quotate collocano una parte delle proprie azioni su un mercato regolamentato, come la Borsa Italiana, consentendo a chiunque di acquistarle e diventarne azionista.

Le società non quotate, pur potendo anch’esse essere società per azioni (S.p.A.), mantengono il capitale in mano a un numero ristretto di soggetti, ad esempio i fondatori, senza offrire al pubblico la possibilità di comprare liberamente le proprie azioni.

Questa differenza ha implicazioni significative in termini di governance, trasparenza e regolamentazione.

2. Obblighi informativi

Le società quotate devono rispettare rigorosi obblighi di comunicazione, che non si applicano alle aziende non quotate. In particolare, devono:

  • pubblicare regolarmente i bilanci secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS);
  • emettere comunicati stampa per eventi rilevanti, come operazioni straordinarie o cambiamenti nel management;
  • essere sottoposte alla vigilanza della CONSOB, l’autorità italiana che supervisiona i mercati finanziari.

3. Governance

Com anticipato, le aziende quotate devono adottare un modello di governance più strutturato, che prevede la presenza di amministratori indipendenti nel Consiglio di Amministrazione, comitati di controllo interno e politiche di remunerazione trasparenti per il management.

Queste misure servono a tutelare gli azionisti di minoranza e garantire una gestione equilibrata dell’impresa.

4. Processo decisionale

Essendo costantemente sotto l’attenzione del mercato, le società quotate devono bilanciare strategie di lungo termine con la necessità di soddisfare le aspettative degli investitori nel breve periodo.

Le società non quotate, invece, godono di maggiore flessibilità decisionale e possono pianificare strategie di crescita senza la pressione di dimostrare risultati immediati agli azionisti.

5. Liquidità

Gli azionisti di una società quotata possono vendere le proprie azioni in qualsiasi momento sul mercato, beneficiando di una maggiore liquidità.

Nelle società non quotate, invece, la vendita delle quote è più complessa e richiede la ricerca di un acquirente disponibile a entrare nel capitale aziendale, spesso attraverso trattative private.

6. Raccolta di nuovi capitali

Le società quotate possono reperire fondi più facilmente, ad esempio attraverso aumenti di capitale o l’emissione di obbligazioni.

Le società non quotate, invece, hanno un accesso più limitato alle fonti di finanziamento e dipendono maggiormente dal credito bancario o dagli investitori privati.

Come funziona il processo di quotazione in borsa?

Il processo di quotazione in Borsa è un percorso complesso che richiede una pianificazione attenta e il coinvolgimento di diversi attori specializzati.

La sua durata può variare da alcuni mesi fino a oltre un anno, a seconda delle dimensioni dell’azienda e della complessità della sua struttura.

1. Valutazione preliminare

In questa fase, l’azienda analizza la propria situazione economico-finanziaria, la governance e la strategia aziendale per verificare se possiede i requisiti necessari per la quotazione, tra cui:

  • una dimensione minima in termini di capitalizzazione;
  • una storia di risultati economici positivi;
  • un management competente;
  • una struttura societaria trasparente.

2. Consulenza

Se l’azienda decide di procedere con la quotazione, nomina un team di consulenti specializzati che la supportano in ogni fase. Questo team include:

  • una banca d’investimento (o un pool di banche) con il ruolo di global coordinator;
  • studi legali specializzati;
  • società di revisione;
  • consulenti fiscali;
  • specialisti in comunicazione finanziaria.

Il global coordinator è una figura chiave, poiché coordina l’intero processo e si occupa della collocazione delle azioni presso gli investitori.

3. Documentazione e governance

Successivamente, l’azienda prepara la documentazione necessaria per la quotazione, tra cui il prospetto informativo, il documento più importante, che deve essere approvato dalla CONSOB. Il prospetto fornisce informazioni dettagliate su:

  • risultati storici e strategie future;
  • fattori di rischio;
  • modalità dell’offerta.

Parallelamente, l’azienda deve adeguare la propria struttura di governance agli standard richiesti per le società quotate, introducendo controlli interni più rigorosi e nominando amministratori indipendenti.

4. Due diligence

Uno dei momenti più importanti del processo è la due diligence, un’approfondita verifica della situazione aziendale condotta dai consulenti.

Questa analisi riguarda aspetti legali, finanziari, fiscali e operativi e serve a identificare eventuali criticità che potrebbero influenzare la quotazione.

È un passaggio cruciale per garantire che tutte le informazioni fornite agli investitori siano complete e accurate.

5. Domanda di ammissione alla quotazione

L’azienda presenta la richiesta di ammissione a Borsa Italiana, fornendo tutta la documentazione necessaria.

Se la valutazione è positiva, l’azienda ottiene l’ammissione alla quotazione, mentre il prospetto informativo viene sottoposto all’approvazione della CONSOB.

6. Marketing dell’offerta

Dopo l’approvazione, inizia la fase di marketing dell’offerta, durante la quale l’azienda e i suoi consulenti promuovono l’investimento a potenziali investitori attraverso roadshow (presentazioni in diverse città) e incontri individuali.

Questa fase è essenziale per generare interesse e raccogliere indicazioni sul prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per le azioni. Sulla base di queste informazioni, l’azienda e il global coordinator definiscono il prezzo definitivo o un intervallo di prezzo.

7. Periodo di sottoscrizione e debutto in Borsa

Si apre quindi il periodo di sottoscrizione, durante il quale gli investitori possono presentare richieste di acquisto delle azioni.

Al termine di questa fase, le azioni vengono quotate ufficialmente sul mercato e iniziano a essere scambiate liberamente.

Come i fondi pensione italiani investono nelle società quotate

I fondi pensione come Fondo Priamo investono anche nelle società quotate come parte della loro strategia di gestione del patrimonio. Per farlo, costruiscono un portafoglio diversificato che include azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Infatti, la diversificazione è fondamentale per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento, riducendo le perdite potenziali e massimizzando le opportunità di crescita.

In particolare, i fondi pensione - che, ricordiamo, non possono effettuare investimenti di tipo speculativo né hanno interesse a farlo - selezionano società quotate con una consolidata storia di crescita e stabilità finanziaria, poiché queste offrono maggiore stabilità e prevedibilità dei rendimenti. Spesso tali soggetti investono su settori strategici, come la tecnologia, la sostenibilità ambientale e i servizi essenziali - considerati chiave per lo sviluppo economico futuro -, e adottano i criteri ESG nella definizione della propria politica di investimento.

Per approfondire il tema, consigliamo la lettura del nostro articolo Come vengono investiti i contributi dal Fondo Pensione.

Va inoltre ricordato che la gestione degli investimenti dei fondi pensione è regolata da normative rigorose, che garantiscono trasparenza e prudenza nella gestione del patrimonio. Questo approccio è volto a offrire la massima tutela degli interessi dei beneficiari e ad assicurare la sostenibilità finanziaria dei fondi nel lungo periodo.

A tal proposito, invitiamo a leggere l’approfondimento Cosa prevede il sistema dei controlli sui fondi pensione.

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